Erano 18 le aziende di DISTRETTO33, alcune delle quali associate ad A.I.L. (Associazione Imprenditori Lombardi), che aspettavano di ricevere da Expo ben 4,8 milioni di euro.

Grazie alle pressioni costanti del Presidente di DISTRETTO33 Dario Ferrari (intervistato anche dal Programma La Gabbia di La7 e dai quotidiani Libero e Il Giorno) del Presidente di  A.I.L. Enrico Silvio Parolo e all'intervento coordinato di Regione Lombardia, Comune di Milano e Stampa, legali del Consorzio si è arrivati al recupero totale di quanto in sospeso.

Già una sentenza del Tribunale Civile di Padova aveva stabilito che le aziende potevano rivalersi su Expo per i crediti non corrisposti e non solo sull’intermediario dell’appalto, la “Consortile per Expo 2015 scarl”.
Si poteva per quanto stabilito dal tribunale anche pignorare l'Albero della Vita ma è stata anteposta la diplomazia ad un gesto che poteva essere mediaticamente eclatante ma non utile allo scopo finale. Il lavoro di relazioni, basato sul concetto che non ci si poteva permettere che altre aziende, dopo quelle di Barzana (Bg) e della provincia di Udine, dovessero chiudere causa il fallimento per i mancati pagamenti, ha portato ad un lieto epilogo della vicenda. 
“Siamo estremamente soddisfatti, dichiarano il Presidente di DISTRETTO33 e il Presidente di A.I.L., del risultato ottenuto non solo per DISTRETTO33 e A.I.L. e le aziende associate ma anche per le tantissime famiglie che lavorano in queste società e che continueranno ad avere un posto di lavoro che diversamente, se Expo avesse continuato a non pagare, si sarebbero trovate in difficoltà”.